Iconografia e dualismo sono le parole chiave di Nexus (Il sole tramonta solo due volte), progetto presentato dall’artista Vincenzo Zancana per la mostra ALL VERBI ALL’INFINITO co-curata da APULIART CONTEMPORARY, che in questa intervista esplora la ricerca e lo scenario naturale e antropologico dell’opera.

Ti ricordi quando hai deciso di interessarti al mondo dell’arte e di lavorare come artista?

Posso dire di averlo sempre saputo, fin da piccolo mi sono interessato all’arte. Se dovessi scegliere un evento che ha dettato l’inizio del mio lavoro, potrebbe essere la partecipazione al contest Artagön II, nel 2016, dove ho capito che forse avrei potuto dedicarmi solamente a questo nella vita

In che modo la tua storia personale ha influenzato il tuo “fare arte”?

Sicuramente la mia provenienza e la mia terra natale, la Sicilia, ha influenzato e influenza tutt’ora la mia pratica artistica. Certe volte mi rendo conto come questo sia una parte determinante nel processo creativo dei miei lavori, anche quando mi allontano dal mio tessuto di provenienza, alla fine riesco sempre a leggere fra le righe delle mie opere un’influenza della mia terra.

Vedendo i tuoi lavori, emerge come la memoria dei luoghi e delle persone è un input cardine della tua ricerca. La tua pratica si proietta in una continua necessità di ricordare e dimenticare, spesso in forma di “frammentarietà”. Cosa ti affascina del processo di scoperta del dimenticato?

Sono una persona molto curiosa, sempre in cerca di qualcosa che nessuno ha mai scoperto, andare a scavare fra le informazioni di persone, oggetti e ambienti dimenticati appaga questa mia necessità. Credo anche che ci sia una sorta di fragilità insita in me stesso che mi costringe a cercare cose passate, per trovare una stabilità che molto probabilmente nessuno può scovare. Inoltre penso che questo pensiero sia stato influenzato anche dalla mia formazione accademica, la stampa e la grafica d’arte mi hanno trasmesso questo carattere incline alla scoperta, appunto perché durante la formazione di un’immagine stampata, essa si riesce a visualizzare solamente dopo che è stata passata nel torchio.

Nexus (il sole tramonta solo due volte) è il tuo lavoro, proposto per la mostra TUTTI I VERBI ALL’INFINITO, ispirata dalle parole di Franco Cassano sull’elemento mare. Sei nato e cresciuto in Sicilia, come le tue origini hanno alimentato il tuo immaginario, anche grazie alla vicinanza del mare?

Inizialmente non pensavo di poter alimentare la mia ricerca artistica attraverso le mie origini, cercavo di trovare i contenuti delle mie opere fra gli elementi che mi circondano. Solamente adesso ho capito che per rispondere alle domande che mi pongo, non devo cercare intorno a me ma dentro di me. Essendo emigrato al nord ho capito che raggiungo la mia “quiete” artistica quando torno a casa e sento il profumo del mare appena uscito dall’aeroporto. Aggiungo che questa sorta di frustrazione che nasce in attesa del ritornare è fonte creativa del mio lavoro, se avessi sede fissa in Sicilia questo meccanismo di rivalsa non si attiverebbe; sono un turista sempre in viaggio che però sa sempre di tornare.

Ritualità e iconografia: parole chiave per la lettura di Nexus. Emerge un mondo fatto di archetipi e di un forte legame con la natura. Quale è la necessità che ha messo in moto queste connessioni? Che rapporto vivi con questi elementi?

Credo che la prima necessità che abbia messo in moto queste connessioni sia ridurre la lontananza con la mia terra, sentirsi in qualche modo più vicini alla natura e in questo caso alla Sicilia. Nexus è un lavoro copioso di iconografie perché non vuole diventare un manifesto sulla situazione sociale e ambientale siciliana, ma rimane volutamente nel mio intimo. L’uso di riti e icone permette al fruitore di interpretare l’opera in modo più personale possibile, solo io so inconsciamente che in realtà è un rituale offerto alla propria terra. Una sorta di riscatto e, in maniera latente anche denuncia, che voglio comunicare ma non posso attuare direttamente in quanto la vita mi ha portato lontano da casa mia.

Quali sono i tuoi piani futuri? Al momento stai lavorando a nuovi progetti?

Al momento sono in residenza presso VIR – via Farini in residence a Milano, sono molto concentrato tra studio visit e open studio. Nel frattempo sto lavorando per pubblicare il lavoro che ho svolto durante la residenza web Sciame Mobile Residence che inoltre dirigo insieme a Miriam Montani e Athanasios Alexo. Se l’emergenza sanitaria lo permette a Ottobre dovrei fare una mostra personale in uno studio notarile a Milano a cura di Laura Panno e infine presenterò insieme a Francesca Mussi e Marta Di Donna una rivisitazione del progetto Chàrōn presso lo Spazio Kunstschau di Lecce.

Nexus (Il sole tramonta solo due volte), nasce dall’esigenza di analizzare il rapporto univoco esistente tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Ambiente inteso come spazio che accoglie, ingloba e assimila parti organiche ma anche come scenario naturale che ospita e nutre l’uomo. L’ opera è la rappresentazione di sentimenti quali repressione, ingiustizia, irresolutezza e rassegnazione dovuti dalla condizione relativa tra l’ambiente e l’uomo; un legame intrinseco e difficile da sviscerare, ma sempre monolaterale. Il video riproduce interrottamente l’azione ripetitiva dell’artista di pestare del carbone con un mortaio in marmo bianco, elementi comuni ma con valenza iconografica che impersonificano le numerose dualità e dicotomie della condizione umana: il bianco e il nero, la vita e la morte, il maschio e la femmina.

Vincenzo Zancana, Nexus, installation view, VIR (Via Farini in residence), 2020 Milan.
Vincenzo Zancana, Nexus, installazione, VIR (Via Farini in residence), 2020 Milan.
Frame da Vincenzo Zancana, Nexus, 2019.
Vincenzo Zancana, Nexus, installazione, VIR (Via Farini in residence), 2020 Milan.

BIO:

Vincenzo Zancana è nato a Salemi, nella Sicilia sud-occidentale (Italia) nel 1991. Si è laureato in Belle Arti all’Accademia di Brera (Milano) nel 2016; durante questo periodo di studio è stato selezionato al Master in Belle Arti /Stampa presso la Royal Academy di Anversa (Belgio) e nello stesso anno è stato uno degli artisti selezionati del concorso Artagōn II, partecipando ad una mostra di artisti collettivi presso la Galleria Passage De Retz di Parigi.

Alcune delle mostre più importanti sono:   Eadem – spazio Hus Milano, Caronte – Spazio Serra Milano, Paper vs Cement – Gallerija Stavb Belgrad, Mirror Face to Face – National Library of Estonian  e Sculpture Park Museum Santiago in Cile, I like the way you Walk – A-tower Antwerp, Trascription /copiainmoviemento – MAiO Museo dell’arte in ostaggio. Nel 2019 è stato selezionato per il Progetto REPLICA e la IV Stampa Globale di Porto (Portogallo). Sarà invitato per progetti futuri come la Biennale Internazionale del Douro e per una residenza d’artista a VIR Via Farini artista in residenza (Milano – gennaio 2020).

Site

Email

Instagram

#########