Ogni settimana Apuliart Contemporary presenta un artista giovane ed emergente under 35. Oggi abbiamo il piacere di parlare con Rosa Lacavalla, fotogarafa freelance con esperienza nel gruppo Cesura.

1) Ciao! Parlaci un po’ di te! Chi sei, da dove vieni e cosa fai nella vita.

Sono nata nel 1993 a Barletta, bolognese d’adozione. Nonostante la distanza, ho vissuto le mie origini nella mia quotidianeità. Dopo gli studi in grafica d’arte e fotografia in Italia ed Inghilterra, attualmente lavoro come fotografa freelance.

2) Come hai capito quale fosse la tua forma espressiva artistica?

Credo che sia un momento comune a tutti gli artisti. Da quando ero piccola dicevo di voler fare la pittrice e la fotografia ha preso parte sempre di più nella mia vita, anche come strumendo d’ausilio per la pittura stessa. In seguito il medium fotografico è diventato il mio modo di esprirmermi per eccellenza, grazie alle mie esperienze personali anche.

3) Quale è il fine del tuo lavoro? Che cosa vuoi raccontare?

Voglio narrare le atmosfere, i luoghi e le persone che vivo, con spontaneità. Credo che la fotografia mi aiuta a conoscere me stessa e gli altri. Chi osserva le mie fotografie afferma di aver percepito particolari suggestioni, per me questa è solo una grande soddisfazione.

 

01. Di casa ed altre storie, Rosa Lacavalla,2017-Ongoing.

 

4) La tua terra d’origine è stata fonte d’ispirazione per le tue opere e la tua visione artistica?

Il territotio pugliese e in particolare quello di Barletta, è sempre una continua ispirazione per i miei lavori anche quando racconto storie di altri posti. Ogni volta che torno anche se per periodi molto brevi, cerco di immergermi nel folklore della terra che mi circonda, dalle situazioni più familiari a quelle più estranee.

5) Quali sono gli artisti a cui fai riferimento o che senti vicini alla tua arte?

Il fotografo che amo di più è Alec Soth, tuttavia seguo molti altri fotografi che sono distanti dal mio modo di osservare e comunicare la realtà. Apprezzo il lavoro editoriale di molti fotografi. Da questo punto di vista il collettivo Cesura è sempre stato per me un importante punto di riferimento, tanto che ho trascorso un periodo a stretto contatto nella loro sede. Mi sono innamorata di Finisterrae di Michele Palazzi e di altri lavori pubblicati da Akina Books: Control di Cagdas Erdogan e ANGST di Soham Gupta.

6) Che ne pensi del panorama artistico della tua città natale? C’è possibilità di avere spazio e di essere valorizzati per i giovani artisti come te ?

Sono andata via da Barletta ormai da sette anni e ho visto che molte cose sono cambiate in meglio, in generale in Puglia. Infatti nascono festival come PhEst a Monopolo o ancora Apulia Land Art Festival. O ancora per la musica c’è il Locus Festival.

Ancora a Barletta la situazione non è facile. Ci sono tante persone che continuano a lottare per far crescere la cultura, ma i miei conterrai sono un pubblico ostico. Penso che sarebbe meraviglioso dare degli spazi per valorizzare giovani artisti, ma ancora c’è un pubblico immaturo e disinteressato. Infatti ci sono sempre giovani che vanno via.

 

Focu, Rosa Lacavalla, 2017

 

7) Proponi tre idee per lanciare la cultura di artisti emergenti per il Sud Italia.

Penso che il Sud Italia abbia davvero la necessità e la possibilità di emergere e di raccontarsi attraverso l’arte. Sicuramente credo che sia positivo organizzare residenze d’artista, concorsi, bandi che invitano i giovani autori a lavorare sul territorio. E’ importante creare nuovi percorsi formativi alternativi per invogliare i giovani a restare. Inotre bisogna svecchiarsi ed essere al passo con la contemporaneità e approfondire le nuove tecnologie per diffondere l’arte.

8) Negli ultimi anni siamo testimoni di una migrazione di interessanti personalità artistiche dalla Puglia verso terre con maggiori promesse di carriera futura ma molti scelgono di restare. Pensi che è possibile un cambio di rotta di questo movimento?

Come ho detto già prima, la situazione è difficile, ma stimo molto le persone che hanno deciso di restare per provarci e non arrendendosi. Ancora una volta si parla di artisti e di pubblico, credo che un cambiamento è possibile quando ci si trova davanti ad un pubblico pronto ad osservare ed ascoltare. Fortunatamente c’è chi riesce a portare temporaneamente personalità internazionali in Puglia. Ma penso che una migrazione in direzione contraria ai giorni d’oggi è un utopia.

 

02 - Di casa e altre storie, Rosa Lacavalla, 2017-Ongoing
02 – Di casa e altre storie, Rosa Lacavalla, 2017-Ongoing

9) Quali sono i tuoi piani futuri? E i tuoi progetti?

Ho scelto di vivere a Bologna con il desiderio di viaggiare il più possibile, sia per lavoro sia che per altro. Ho in mente un progetto in continua evoluzione che ho iniziato circa due anni fa, ma ancora non posso dire nulla. Sicuramente cercherò di conciliare gli impegni di lavoro e personali. Il paese Italia ci regala l’oportunità di non avere certezze per il futuro. quindi andrò avanti con grande curiosità.

10) Vedi nel tuo futuro un lavoro artistico in Puglia?

Penso che qualcosa stia prendendo forma ma siamo ancora all’inizio. Non nego comunque che da tempo immagino di partecipare ad una residenza d’artista nella nostra regione. Il pensiero di poter raccontare ogni mio ritorno mi fa sorridere teneramente e tornare mi consente di riscoprire la mia casa ogni volta con occhi nuovi.

Casa Comigo, 2017

 

Di casa e altre storie, Rosa Lacavalla, 2017-Ongoing

 

Focu, Rosa Lacavalla, 2017
Focu, Rosa Lacavalla, 2017

 

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