Una breve chiaccherata con l’artista emergente tarantina di what can u find in a cavity Simona Anna Gentile, vincitrice quest’anno della residenza in viadellafucina16 Condominio-Museo, promosso da Kaninchen-Haus con il sostegno di Mibact e SIAE nell’ambito dell’iniziativa Perchicrea, con il Patrocinio della Città di Torino. Un botta e risposta, semplice e immediato per raccontare ad APULIART CONTEMORARY il suo lavoro Marlene.

Tessuto, patchwork, ricami, pittura e tovaglie. Parlaci del tuo progetto realizzato per la residenza.

Quando è perfetta, diventa subito una mela Marlene. Dall’ Alto Adige Marlene, la passione per le mele.”

E’ il motto dello spot dell’azienda altoatesina nel 2006. Il fine è di soddisfare il bisogno della con un passaggio a catena di una mela tra i vari addetti ai lavori Marlene.

Data questa premessa, ho chiesto al Condominio-museo di viadellafucina16 la possibilità di una raccolta di tessuti di scarto (asciugamani, tovaglie, vecchie camicie e lenzuola) per la realizzazione del prodotto artistico che verrà inglobato all’interno degli spazi comuni del condomino. Per via delle ordinanze relative al COVID-19, l’idea iniziale era di voler integrare la mia presenza nelle trame delle vite degli inquilini, in modo tale da tessere questo grande arazzo con il loro vissuto, con le loro esperienze, le loro storie che hanno impregnato le lenzuola, gli asciugamani e le tovaglie consumate.

Ma per l’emergenza, ho dovuto riadattare il progetto rubando del poco tempo a pochi degli inquilini, fermandoli per le scale e nei corridoi dello stabile; in cambio, esattamente come avviene nel baratto, ho dato anch’io la mia esperienza: piccoli frammenti di cielo dipinto della mia ‘casa’ d’origine su di una borsa, oggetto questo, versatile negli utilizzi quotidiani, in grado di eliminare in positivo l’inutilità degli stracci.

Infine, il risultato sarà un grande arazzo che racconta la mia, la loro e l’intera esperienza del condominio.

Come si inserisce Marlene Project nell’atmosfera del condominio?

Quello che voglio far emergere dal mio elaborato che i vari tessuti impiegati (con una loro precedente funzione) e cuciti tra loro insieme ai miei lavori pittorici, sono l’emblema di quel posto, di quel nucleo popolare in continuo movimento (sia positivo che negativo, come nella fisica) rafforzato dal sistema di mercato. E si sa, il mercato porta lo scambio. E lo scambio porta ad una crescita.

Come si svolgeva la tua giornata in residenza viadellafucina16?

Più che esperienza parlerei di ‘vissuto’. La mia vita in viadellafucina16 è stata molto singolare, vivevo con il direttore artistico Brice Coniglio, il gatto Stefano e la gallina Piera.

Per tre settimane la mia giornata era la maggior parte delle volte, sveglia intorno alle 9.00, Stefano che voleva fare colazione con me nel cucinino, mi lavavo, vestivo e scendevo nel laboratorio dove ogni mattina c’era il brainstorming del mio progetto e l’avanzamento delle nostre vite.

Con Andrea Raviola, co-direttore di viadellafucina16… ah, e il buongiorno a Piera, la gallina che defecava sia nel pollaio che no; fondamentalmente passavo le intere giornate in laboratorio, staccando intorno alle 18.00 (per non pensare alla quarantena e al problema covid) facendo tappa LIDL quasi ogni giorno. La sera si cenava insieme a Brice e Stefano, per poi concludere la giornata o con programmi televisivi sia di spessore che meno, karaoke, musica e videochat di gruppo.

Nel lavoro, si legge una forte influenza alle tue origini attraverso simboli, visioni e codici visivi della tua pratica artistica. Come hai traghettato il tuo vissuto della cultura mediterranea nel contesto operaio ed di Torino e condiviso del condominio?

Penso di aver traghettato la cultura mediterranea nel piemontese, anzi Torino ha più Mediterraneo del sud in sè (ride). Al massimo ho unito degli scenari astratti a scenari concreti: ho portato nel condominio di Porta Palazzo il mio immaginario, unito alla concretezza dei tessuti di scarto appartenenti alle persone che vivono quel luogo, alle storie di quel posto. Ovviamente la grande tela ha delle rappresentazioni che ‘danzano’ tra elementi riconoscibili da chi abita il condominio, elementi di origine storica e comuni dell’immaginario collettivo. Tutti possono riconoscersi in quelle trame mixate tra loro, anche un sardo. esattamente come è l’energia emanata da Porta Palazzo, il centro commerciale popolare della città.

L’esperienza di Viadellafucina16, ti ha fatto maturare un pensiero di condivisione e di confronto tra artisti che interagiscono con l’ambiente torinese. Pensi che potrebbe essere rilevante, la creazione di residenze d’artista in Puglia per artisti emergenti in relazione al territorio?

Si, ho vinto assieme ad altri 5 artisti italiani la residenza d’artista del progetto Condominio-museo de Viadellafucina16 a Torino ed è ancora presente nella mia mente come esperienza. In Puglia sono a conoscenza già di alcune residenze d’artista anche di un certo spessore ma al momento non ricordo i nomi (ride).


Laboratorio di Simona Anna Gentile, Marlene project, residenza viadellafucina16 Torino, 2020.
Laboratorio di Simona Anna Gentile, Marlene project, residenza viadellafucina16 Torino, 2020.

Working in progress Simona Anna Gentile, Marlene project, residenza viadellafucina16 Torino, 2020.
Dettaglio, Simona Anna Gentile, Marlene project, residenza viadellafucina16 Torino, 2020.

Dettaglio, Simona Anna Gentile, Marlene project, residenza viadellafucina16 Torino, 2020.

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