Immagine per sottrazione | studioconcreto

Il contributo testuale pensato per salgemma si dispone simbolicamente all’interno di due delle parole-matrici “alarm/resistance/exhaustion” usate dall’artista Antonio Della Guardia come stencil del primo intervento site-specific realizzato nel 2018 a studioconcreto. Untitled (general resistance syndrome) è un intervento a parete in cui è rappresentato il diagramma adottato da Hans Selye per teorizzare le reazioni adattive di un organismo sottoposto a stress, ovvero a pressioni e influenze di fattori esterni. 

Nel grafico, indici e dati scientifici strutturano graficamente la cosiddetta “sindrome generale di adattamento” in tre differenti fasi: una prima di allarme, la seconda di resistenza e infine l’esaurimento, quando l’organismo non può mantenere più a lungo lo stato di contrasto. Ribaltando la curva del grafico nella fase di resistenza, Antonio Della Guardia si appropria del diagramma come dispositivo per dare forma ad uno slittamento di senso che, dal corpo individuale, si trasferisce al corpo sociale in opposizione al sistema politico vigente. 

Basandoci sull’espressione significativa di questo gesto traslato, abbiamo pensato di agire con lo stesso modus operandi per costruire il nostro intervento per salgemma. Il risultato del contributo racchiuso tra i due termini metaforici “alarm” e “resistance”, è costituito da un insieme di frasi e parole di senso compiuto estratte dai testi di sala delle mostre più significative realizzate da studioconcreto tra il 2018 e il 2020. 

Funzionando come matrici descrittive delle nostre pratiche, le parole scelte ed evidenziate, si prestano così ad una  sequenza di immagini basate sulla percezione personale del contesto che abbiamo scelto di raccontare, un percepire per sottrazione che, come direbbe Deleuze, sottrae all’immagine l’inessenziale.

BIO

studioconcreto, fondato nel 2018 da Luca Coclite e Laura Perrone, nasce dalla necessità di affrontare in forma teorica e sperimentale, le criticità dettate dalla nostra società, laddove l’immaterialità, la precarietà, la perdita del senso di comunità e di nascita di nuove pratiche individualiste, seganno l’urgenza di strutturare nuovi approcci di riflessione e convolgimento, attraverso i quali mettere in questione e ripensare il dialogo tra la sfera del pubblico e del privato. Il domestico sarà il punto di partenza dal quale analizzare il contesto territoriale in cui si andrà ad adoperare; studioconcreto è infatti anche un’abitazione all’interno di un aggomerato di vase popolaru nella città di Lecce (INA-Casa), che intende considerare questo genere di architettura come terreno nel quale sperimentare pratiche di auto-determinazione indirizzate verso gli abitanti, entrando nelle case, nello spazio spazio pubblico o inserendosi negli interstizi del semi-privato con l’obiettivo di ristabilire un processo di collettività e creazione di comunità mirata alla ricerca di un baitare condiviso e poetico. Studioconcreto è il luogo in cui si proiettano i desideri frutto delle nostre ricerche che il più delle volte si tramutano in “coreografie” traversali fatte di incontri, mostre dinamiche, azioni di pedagogia radicale e live performance, capaci di conciliare l’arte con le pratiche e gestualità del quotidiano.

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