Sono in argilla i quattro altaroli realizzati dall’artista Valentina De Florio, polittici di dimensioni ridotte facilmente trasportabili anche in viaggio.

Sono composti da due ante laterali legate con cerniere a un corpo centrale, una struttura di forte richiamo alle pale d’altare dove le raffigurazioni sono descrizioni vive di luoghi archetipici della memoria. 

Le immagini raffigurate sono animate dalla presenza simbolica di elementi vegetali e animali come protettori del luogo nel quale ogni singolo altarolo viene posto in un ambiente conforme al luogo originario, che diviene portatore di buona sorte e di benedizione.

Le composizioni vivono del ricordo dell’artista, della sublimazione dei repertori visivi iconologici della tradizione attraverso un processo di rigenerazione che da un nuovo significato dove mito e vissuto si intrecciano. 

ALTAROLO OFFICINA/MINIERA

La matrona che protegge i cuccioli, zebra che beve acqua dalla cava; famigli a riposo, lumache che rotolano (nelle ante),argilla dipinta ad engobbio. 14 x 21 cm, 2020.

“La Cava di Bauxite (Otranto) è  il mio ricordo più arcaico di un luogo associato alla funzione dell’ambiente officina, grande stabilimento industriale e artigiano. Nella zona di Otranto l’attività di produzione della bauxite è stata attiva dal 1940 al 1976, creando un cantiere a cielo aperto di bauxite una roccia sedimentaria, costituita essenzialmente da ossidi di alluminio idrati, di colore giallo o rosso mattone, usata come materia prima per l’estrazione dell’alluminio.  Per me l’ambiente archetipico del luogo officina, ed in quanto tale, l’altarolo raffigurante la Cava, include in se un atto di rigenerazione.”

Valentina De Florio, Officina\miniera, altarolo, 2020.
Anta sinistra, Valentina De Florio, Officina\miniera, altarolo, 2020.
Dettaglio di Valentina De Florio, Officina\miniera, altarolo, 2020.

ALTAROLO EDIZIONE CASTELLO/ ISABELLA MORRA

Familio guida la pupa fuori le mura di Castel del Monte;Gallo di Francia che guida venticinque pesci rossi verso il famiglio, taglio dei genitali del caprone. Isabella nel bozzolo pupale intorno a venticinque fiori rossi (nelle ante),  terracotta dipinta ad engobbio, 14 x 21 cm,2020.

La gita a Castel Del Monte (Andria) era una tappa obbligatoria, nella vita di un bambino di scuola elementare.Ricordo il profumo delle distese d’erba intorno le mura. Un luogo testimone di una dimensione senza tempo. Se vuoi visitare il medioevo vai a Castel del Monte, se vuoi visitare il nord Europa vai a Castel del Monte, se vuoi conoscere altre fortezze inizia da Castel del Monte. “

Valentina De Florio, Isabella Morra, altarolo, 2020.
Anta sinistra, Valentina De Florio, Isabella Morra, altarolo, 2020.
Anta destra, Valentina De Florio, Isabella Morra, altarolo, 2020.
Dettaglio di Valentina De Florio, Isabella Morra, altarolo, 2020.

ALTAROLO VIGNETO

Cervo e tigre nella vigna; colombe e famiglio tra tabacco e roseto (nelle ante), terracotta dipinta ad engobbio, 14 x 21 cm,2020.

“Mio nonno nella sua casa di campagna aveva un angolo dedito alla raccolta dell’uva. Ogni estate, fino al mio decimo compleanno, controllavo la crescita dei grappoli, assaggiavo gli acini sino al mese di settembre. Capivo che l’uva era buona quando iniziava a cambiare colore, parlavo con le piante e le ringraziavo, credevo che le aiutasse a crescere e fare cose buone.”

Valentina De Florio, Vigneto, altarolo, 2020.
Dettaglio di Valentina De Florio, Vigneto, altarolo, 2020.
Dettaglio di Valentina De Florio, Vigneto, altarolo, 2020.

ALTAROLO CASOLARE

Asino su sedia in legno con famiglia ed api intorno al casolare; coniglio durante la semina, famiglia che trainano carri con animali.terracotta dipinta ad engobbio,14 x 21 cm, 2020.

“D’estate faccio sempre una strada per andare a mare , durante la quale incontro, sempre lo stesso casolare abbandonato. Si dice che all’interno viva un senzatetto. Ho immaginato che ci fosse qualcuno a dargli una mano e che di notte questo posto si  animi con degli animali, protettori del luogo e del vagabondo”.

Dettaglio di Valentina De Florio, Casolare, altarolo, 2020.
Valentina De Florio, Casolare, altarolo, 2020.
Dettaglio di Valentina De Florio, Casolare, altarolo, 2020.

Valentina De Florio nata a Taranto nel 1995; dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti nella città di Lecce, si trasferisce nel 2017 a Firenze dove acquisisce il diploma di secondo livello in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi (scultura). Lo studio iniziale avviene per mezzo del tempo dedicato agli eventi del quotidiano. L’intento è quello di creare un legame intenso tra lentezza e memoria, una rete di contatto tra le cose di ieri e quelle di oggi che permetta di prendere parte ad ogni azione con coscienza. Attraverso la lettura degli oggetti indagati nella memoria collettiva, restituire una nuova rete di riti. Sfruttare al meglio il nostro tempo, trovare se stessi in tutte le cose, lasciare un segno all’interno di luoghi comuni.

Email

@valentinadeflorio

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