Ogni settimana Apuliart Contemporary presenta un artista giovane ed emergente under 35. Oggi abbiamo il piacere di parlare con Valentina De Florio, artista di Taranto ora sta concludendo i suoi studi di scultura a Firenze.

1)Ciao! Parlaci un po’ di te! Chi sei, da dove vieni e cosa fai nella vita.

Ciao! Sono Valentina De Florio ho 23 anni e vengo da Taranto. Dopo aver conseguito il diploma in architettura mi sono trasferita a Lecce, città nella quale ho conseguito il diploma di I° livello in scultura presso l’Accademia di Belle Arti. Ad oggi sono una studentessa all’ultimo anno di Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi (scultura) presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

2)Come hai capito quale fosse la tua forma espressiva artistica?

Penso che non sia stata una scelta quanto più una necessità all’inizio del mio percorso . Nonostante la scultura rimanga il mio approccio espressivo primario, ad oggi, penso che sia difficile creare una divisione disciplinare, non credo possa esistere nel campo della creazione.

3)Quale è il fine del tuo lavoro? Che cosa vuoi raccontare?

Mi piace osservare l’instabilità delle relazioni, la costruzione temporanea di queste ultime determina l’ambiente in cui viviamo. Ambienti, luoghi che cerco di descrivere attraverso la relazione soggetto-oggetto, soggetto-oggetto-ambiente.

4)La tua terra d’origine è stata fonte d’ispirazione per le tue opere e la tua visione artistica?

La mia terra è parte di me, è ciò che contribuisce inevitabilmente ad un approccio invadente nei confronti dell’altro.

5)Quali sono gli artisti a cui fai riferimento o che senti vicini alla tua arte ?

Non credo che gli artisti debbano amare altri artisti, amo e cerco di approfondire ogni periodo storico-artistico, conoscere ciò che è accaduto nel passato è fondamentale per poterci approcciare al meglio al presente.

6)Che ne pensi del panorama artistico della tua città natale? C’è possibilità di avere spazio e di essere valorizzati per i giovani artisti come te?

Taranto è un potenziale inesploso. I giovani come me vanno via alla ricerca di un campo artistico più ricco invece che rimanere in uno spazio fine a se stesso.

7)Proponi tre idee per lanciare la cultura di artisti emergenti per il Sud Italia.

Spazi, utili per la sperimentazione dei giovani artisti. Divulgazione, annullare la distanza tra artista e pubblico. Legami con spazi espositivi, a partire da musei gallerie o luoghi d’interesse.

8)Negli ultimi anni siamo testimoni di una migrazione di interessanti personalità artistiche dalla Puglia verso terre con maggiori promesse di carriera futura ma molti scelgono di restare. Pensi che è possibile un cambio di rotta di questo movimento?

La Puglia è una terra calda, immancabilmente umana. Tutto è più lento, probabilmente forza e debolezza di questa terra. La lentezza crea un legame intenso con la memoria investendo ogni azione di coscienza. E’ una città rivoluzionaria nella sua lentezza, nel suo silenzio, nella sua fragilità. La Puglia è terra di sofferenze, l’artista è sofferenza.

, la sofferenza porta alla trasformazione, credo sia questo ciò su cui dovremmo scommettere.

9)Quali sono i tuoi piani futuri? E i tuoi progetti?

E’ raro che io pianifichi qualcosa. I miei progetti vertono verso un incontro più stretto tra la mia terra d’origine e l’ambiente che mi circonda.

10)Vedi nel tuo futuro un lavoro artistico in Puglia?

E’ il mio desiderio, oltre ogni cosa.

 

 
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